B&B il Casale

video il casale promozione offerta last minute galleria fotografica il casale san giovanni in marignano
Video Offerte last minute Galleria fotografica

Saremo lieti di indicarvi come raggiungere le mete di maggiore interesse della ns. area: i castelli di San Marino, di Gradara, la rocca di San Leo o quella di Montefiore. Mentre per gli amanti dello shopping: Viale Ceccarini a Riccione potra sicuramente accontentare anche i gusti piu esigenti.

san marino

Oltre alle tradizionali San Marino e San Leo vi segnaliamo altre interessantissime mete che si trovano a pochi chilometri dal Casale:

san leo

 

saludecioSALUDECIO

Risalendo la Valle del Conca, fatti pochi chilometri dal mare, si distingue nettamente su di un crinale il borgo medievale di Saludecio circondato dalle mura malatestiane. Attraverso l'antica Porta Marina si entra nella Piazza principale del paese dove si affacciano il Municipio con il Teatro comunale, l'Olmo del Beato Amato e la Chiesa Parrocchiale di S.Biagio, dalle importanti architetture settecentesche. Si tratta dell'edificio sacro piu importante della Vallata conosciuto anche come Santuario del Beato Amato Ronconi, francescano del XIII secolo di cui si conserva miracolosamente il corpo in un'urna di vetro. Di eccezionale valore documentario e artistico e l'annesso Museo d'Arte Sacra che raccoglie un ricco patrimonio di ex-voto, suppellettili, paramenti, arredi e dipinti (Cagnacci, Ridolfi, Centino,ecc.) raccolti nei secoli intorno al culto del Beato, fra breve santificato. Lungo la Contrada maggiore si segnalano i palazzi ottocenteschi dalle linee eleganti; in particolare il Palazzo Albini con il cortile e pozzo cinquecentesco e la Torre Civica (sec.XIV).Nella parte alta si segnala Il Convento con l'annessa Chiesa dei Gerolomini (sec.XVII) e, attraversata la medievale Porta Montanara, il Giardino dei Profumi; quest'ultimo valorizzato in occasione del "SalusErbe", manifestazione primaverile dedicata all'erboristeria e all'ambiente. Da non perdere infine il percorso fra i vicoli alla scoperta dei colorati e caratteristici Murales dedicati alle invenzioni dell'800. A questo secolo e dedicata la manifestazione estiva dell'"Ottocento Festival" un appuntamento serale che rievoca con mostre, spettacoli, mangiari tipici la vita ed i costumi del XIX secolo.Si segnalano nel territorio i castelli di Meleto e Cerreto, antichi borghi medievali.

mondainoMONDAINO

Mondaino e situato sulla cresta di un rilievo, a 420 m slm, all'estremita sud-orientale della provincia di Rimini, sul confine con il Montefeltro; il territorio ha una superficie di circa 19 Kmq, gli abitanti - mondainesi - sono 1.500 circa. L'ubicazione di Mondaino ha influito fortemente sulla struttura dell'insediamento e sulla sua storia, caratterizzata da un succedersi di diverse dominazioni tra il secolo XI e il XVII. Il centro storico conserva l'assetto cinquecentesco, quando la cinta muraria, ancora oggi in buona parte presente, fu rinnovata ed ampliata. Stretto e allungato sul crinale, e percorso da una via principale mediana e da due laterali, che partono dalla piazza Maggiore all'estremita nord-orientale. Di forte impatto, visibile dal fondovalle, con la sua imponenza di un tempo e la Rocca Malatestiana, pregevole architettura del XIV sec. Da una bolla di Papa Sisto IV si legge che la costruzione del forte e opera dei mondainesi. Tuttavia i successivi interventi, voluti dai signori di Rimini, ne fanno una tipica costruzione malatestiana. Sigismondo Pandolfo Malatesta fece erigere, durante il suo governo, ben 13 torrioni, il cassero, l'ampia cerchia muraria ed i camminamenti sotterranei (scavati nel tufo, sotto il maschio, pronti per essere utilizzati in caso di assedio come cisterne o in caso di disfatta come sicura via di fuga) scoperti, questi ultimi, nel 1987 e attualmente in fase di recupero. All'interno della rocca si possono ammirare, oggi, la Madonna del Latte, bell'affresco (XV sec.) di Bernardino Dolci di Castel Durante, ed il Museo Paleontologico del tripoli mondainese. Il porticato semicircolare, di stile neoclassico, fa di Piazza Maggiore uno dei luoghi piu suggestivi della Signoria dei Malatesta e la rende - grazie anche a un'acustica soprendente - un teatro naturale in cui, soprattutto durante la stagione estiva, vengono ospitati importanti spettacoli e rassegna oltre, naturalmente agli spettacoli del Palio de lo Daino.

montegridolfo

MONTEGRIDOLFO

Il castello di Montegridolfo non era una residenza signorile, ne un insediamento militare, ma un borgo murato,ovvero un "cassero", recinto rettangolare con torre-porta avente funzione difensiva. Era abitato da artigiani e da agricoltori facoltosi. L'origine del nome non e tuttora certa. Tra le diverse ipotesi, la piu accreditata sostiene che questo nome derivi da una parola di origine germanica che significa sterposo, rozzo. Non si conosce l'anno della sua prima costruzione; si pensa sia avvenuta attorno all'anno 1000. Nel 1148 (prima data certa) apparteneva all'abbazia dei Santi Pietro e Paolo di Rimini. Alla fine del 1200 passo sotto la signoria dei malatesta. Il Castello venne purtroppo a trovarsi in una zona calda fra due signorie nemiche, i Malatesta di Rimini e i Montefeltro di Urbino. Frequenti furono gli attacchi e le incursioni. In una di queste, le soldatesche di Ferrantino, alleato con i Montefeltro e in lotta con il cugino Malatesta, provocarono moltissimi danni al Castello. Era l'anno 1336. I Malatesta ne iniziarono pero, l'anno dopo, la ricostruzione, con mura piu alte, difese da 4 torrioni. Il castello rimase ai Malatesta fino al 1500, quando passo sotto il dominio del duca Valentino Borgia. Sconfitto questi nel 1503, Pandolfo Malatesta vendette il territorio alla Repubblica Veneta, che dopo sei anni lo cedette allo stato pontificio. Nel 1860 il plebiscito lo uni al regno di Sardegna. I recenti restauri ne hanno fatto uno dei borghi medioevali meglio conservati di queste terre. Il colore caldo dei mattoni contrasta con il verde rigoglioso delle colline, tutto sembra essere sospeso nel tempo e nello spazio in attesa di essere riscoperto e rivissuto. Il Castello malatestiano (XIV sec.), oggi sede del Municipio, ha conservato intatto il suo aspetto originario. Da notare sono la rampa del cassero, l'elegante porta ad arco ed il goticheggiante salone della "Grotta Azzurra".

gemmano

GEMMANO E GROTTE DI ONFERNO

Leggenda vuole che il nome Gemmano derivi da Gemma in mano. Si narra che un soldato etrusco sia stato ucciso dai romani mentre portava un anello alla fidanzata. Quindi le origini del nome potrebbero derivare dall'epoca romana. Sulle pendici della collina vi sono resti della civilta romanica ancora non portati alla luce. Da reperti e documenti risulta che il luogo fin da allora venisse individuato come "fondo geminum". Successivamente il comune appartenne ai Malatesta e quindi allo Stato Pontificio fino all'unita d'Italia. Sulle tre colline che dominano il territorio comunale vennero edificati i castelli di Onferno, Marazzano, Gemmano, dei quali ancora oggi esistono i ruderi in parte restaurati. Leggenda vuole che Dante Alighieri, dopo aver sostato dal conte Ugolino della Faggiola mentre fuggiva da Firenze per andare a Ravenna, scendendo la valle del Conca, si sia rifugiato nelle grotte carsiche di Onferno (in origine chiamato Inferno) ed alle stesse si sia ispirato per scrivere il cantico. Le grotte di Onferno rappresentano un complesso carsico di notevole valore la cui esplorazione scientifica completa, effettuata dalla speleologo Quarina, risale al 1916. Un fiumiciattolo sotterraneo ha scavato queste grotte gessose dando luogo a cunicoli, stanze, anfratti che si sviluppano nel sottosuolo per circa 750 metri complessivi. Al pubblico sono aperti circa 400 metri di percorso spettacolare: grandi stanze con le rare conformazioni dei "mammelloni", ampi corridoi segnati dal corso d'acqua sotterraneo e una delle piu numerose e varie colonie di pipistrelli che si trovi in Italia. All'uscita della grotta altri 400 metri di percorso in un ambiente tra acqua, roccia, piccole cavita e splendida vegetazione. Grande suggestione per una visita di circa un'ora con guida e attrezzatura fornita dal Centro Visita. Sopra il promontorio che sovrasta le grotte c'e il borgo di Onferno, un tempo vero e proprio castelletto rurale, oggi recuperato a strutture ricettive e di ristorazione.

gradaraGRADARA

La roccaforte di Gradara si erge su un colle (142 m sul livello del mare) al confine tra Marche e Romagna in posizione strategica e dominante. Dista 25 Km da Rimini, 13 da Pesaro, 3 dalla strada Adriatica. A tutti quelli che la raggiungono piace rievocare il tempo antico mentre si compie il giro sulle merlate mura e si supera il ponte levatoio e si incontra l'elegante cortile. Le sale interne ricordano gli splendori delle potenti famiglie che qui hanno governato: Malatesta, Sforza e Della Rovere. La costruzione ebbe inizio attorno all'XII secolo per volonta di Pietro e Ridolfo De Grifo che usurparono la zona al comune di Pesaro. Nella prima meta del XIII secolo, Malatesta da Verucchio detto il Centenario, aiutato dal papato, si impossesso della torre dei De Grifo e ne fece il mastio della attuale Rocca. Non e noto il nome del geniale architetto che ne diresse i lavori ma si notano interessantissimi particolari (le tre torri poligonali coperte ed abbassate al livello dei cammini di ronda) che avranno larga attuazione solo nella seconda meta del XV secolo. Ricordiamo inoltre la doppia cinta muraria ed i tre ponti levatoi che resero pressoché inespugnabile la possente Rocca malatestiana. Storia di Gradara: stemma degli SforzaIl piccolo paese di Gradara e raccolto fra prima e la seconda cinta di mura. Dopo il potere dei Malatesta e la tragedia di Paolo e Francesca che qui si consumo nel settembre 1289, arrivarono gli Sforza. Nel 1494, appena quattordicenne, arriva Lucrezia Borgia, seconda moglie di Giovanni Sforza. La giovinetta, che ci viene sempre descritta come perversa e corrotta era in realta una gaia fanciulla dai capelli d'oro e dagli occhi azzurri che subiva l'influenza del padre: il terribile Papa, Alessandro VI Borgia. Il genitore obbligava la giovane figlia a lasciare il precedente marito ed a sposarne di nuovi per i suoi loschi intrighi. Gli sposi che non volevano lasciare Lucrezia finivano, come sappiamo, per essere avvelenati. Infatti nel 1497, per volere del Papa, fu sciolto il matrimonio con Giovanni Sforza e quest'ultimo ebbe salva la vita perché accetto di firmare un documento in cui ammetteva (falsamente) di essere impotente. Dopo un breve periodo di dominazione del fratello di Lucrezia, Cesare Borgia detto il Valentino, arrivarono i della Rovere. Era salito al soglio pontificio Giulio II e questi mise a governare Gradara il nipote Francesco Maria II. Dopo la morte di Livia Farnese, vedova del Della Rovere, la Rocca venne amministrata dal papato che la concesse in enfiteusi al conte Santinelli, poi agli Omodei di Pesaro, quindi agli Albani ed infine, nella seconda meta del 1700 al marchese Mosca di Pesaro. Egli si occupo amorevolmente della costruzione ed alla sua morte volle essere sepolto nella chiesa parrocchiale di S.Giovanni Battista situata entro la seconda cita di mura. La Rocca divenne proprieta comunale e questi nel 1877 la cedette al conte Morandi Bonacossi di Lugo. Nel 1920 l'Ing. Umberto Zanvettori di Belluno, ma residente a Roma, la compero per tre milioni di lire e nelle sue abili mani essa rinacque! Chiamo collaboratori di fama quali gli architetti Ferrari e Giovannoni. Cosi con un preciso e delicato restauro si collego a quello compiuto quattro secoli prima da Giovanni Sforza.

montefiore

MONTEFIORE

Fin da molto lontano, dalle spiagge, dai poggi e dalle pianure dove si incontrano Romagna e Marche si intravede su un'alta collina una fortezza gigantesca dal profilo squadrato e imponente che si staglia netto contro il cielo. E la Rocca di Montefiore, ai cui piedi e adagiato uno dei paesi piu importanti e belli dell'antica Signoria dei Malatesta: un borgo che sta a guardia della Valconca, proprio sul confine verso il Ducato d'Urbino. Tra le sue mura, nelle chiese e nei vicoli si incontrano preziose opere d'arte ma anche piccoli segni di remota vita quotidiana, testimonianze viventi di antichi mestieri artigiani. Dall'alto delle mura, dalle piazzette e dalle finestre delle case guardando da un lato ci si accorge che il mare e a pochi passi, dall'altro si vede una campagna punteggiata di olivi, coperta di castagni, querce e piccoli boschi che invitano a camminare per vecchie strade e sentieri. Tutte queste cose, unite all'atmosfera tranquilla che si respira, alla vivacita delle sue feste e degli spettacoli, alla qualita dei suoi locali, dove si puo ottimamente mangiare e bere, fanno di Montefiore un luogo che non si dimentica. Passeggiando per le vie di Montefiore a nessuno puo sfuggire i segni di un passato di tutto rispetto, non fosse altro che per la potentissima rocca e per la evidente struttura medioevale dell'abitato. La felice posizione delle sue terre, che vanno dai 480 metri del Monte Auro, fino ai fertili terrazzamenti sul fiume Conca, ha spinto diverse popolazioni a stabilirsi in questi luoghi sin da tempi antichissimi. Reperti preistorici, arcaiche tombe risalenti all'eta del ferro, resti di estesi insediamenti romani raccontano la presenza dell'uomo ben prima del Medioevo, epoca che comunque vede il massimo splendore del paese. Sin dall'alto Medioevo la storia di Montefiore si intreccia con quella della citta di Rimini; nel 1302 il castello cerca di sottrarsi a questa giurisdizione ma la minaccia di un assedio stronca la ribellione. Con l'avvento al potere dei Malatesta, Montefiore vive un momento di grande sviluppo e assume il ruolo di centro principale della vallata. La casata lo scelse per edificarvi una delle piu grandi e imprendibili fortezze, alla quale venne riconosciuto sia il ruolo di ricca residenza di rappresentanza, sia quello strategico-militare di baluardo sui confini del Ducato di Urbino. Significative le opere d'arte che si trovano nei vari monumenti del paese, opere che testimoniano una vita civile e religiosa assai ricca e articolata. Un'attenzione particolare meritano i gia ricordati affreschi di Jacopo Avanzi custoditi nella Rocca. Purtroppo parte di essi si trovano in stanze non accessibili, ma il loro valore storico e pittorico e ritenuto altissimo. Di interessante fattura e soggetto sono i frammenti dei quattrocenteschi affreschi nella Chiesa dell'Ospedale che ritraggono beati e risorgenti destinati alla propria sorte ultraterrena. Nella Chiesa di San Paolo si possono osservare un Crocefisso di scuola riminese del '300 e un bel dipinto, la pala della Madonna della Misericordia degli inizi del '500, oggi attribuito a Luzio Dolci. A circa un chilometro dal paese si trova il Santuario della Madonna di Bonora. Si tratta di uno dei luoghi di culto mariano piu famosi del Riminese, meta di pellegrinaggi e visite da parte degli abitanti di tutte le vallate vicine. La devozione popolare attribuisce numerose grazie all'immagine della Madonna con bambino che si venera nella chiesa; ne sono testimonianza i numerosi ex-voto esposti nella canonica. L'origine del Santuario risale agli inizi del '400 ad opera di un eremita di nome Ondidei Bonora. Il Teatro Comunale Malatesta e un piccolo gioiello che i recenti restauri hanno riportato al suo antico splendore. Di fattura ottocentesca ha una pianta a "U" con due ordini di gallerie e una platea per complessivi 160 posti. La moderna ristrutturazione consente oggi l'allestimento di qualificati spettacoli, lo svolgimento di laboratori teatrali e la programmazione di numerose rassegne che si tengono durante tutto l'anno.
SITE IN ENGLISH
SEITE AUF DEUTSCH
SITE EN FRANÇAIS

All right reserved - Tutti i diritti riservati - "Il Casale" 2007 - 2011